"Ingres e la vita artistica al tempo di Napoleone"

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Martedì, 12 Marzo, 2019 - 09:30 to Domenica, 23 Giugno, 2019 - 19:30

Una mostra irripetibile che presenta al pubblico italiano Jean Auguste Dominique Ingres e la vita artistica degli anni a cavallo del 1800.
Oltre 150 opere, di cui più di 60 dipinti e disegni del maestro francese, riunite grazie a prestiti internazionali da alcune delle più grandi collezioni di tutto il mondo come il Metropolitan Museum of Art di New York, il Columbus Museum of Art dell'Ohio, il Victoria and Albert Museum di Londra, il Musée du Louvre, il Musée d'Orsay, il Petit Palais, Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris oltre al Musée de Montaubaun, dal quale proviene il nucleo più corposo di opere, e da grandi musei italiani come la Pinacoteca di Brera, la Galleria d'Arte Moderna di Milano, i Musei Civici di Brescia e ancora da collezioni private.
Per documentare la grande varietà stilistica e tematica del "nuovo classicismo" il percorso espositivo si sviluppa in varie sezioni. La prima parte mette in evidenza l'invenzione del nuovo linguaggio figurativo tra l'Ancien Regime e la Rivoluzione Francese di cui è protagonista David insieme ai suoi allievi più vicini, con un lessico fatto di corpi virili e di una grande energia. Ma l'"uomo nuovo" che questi dipinti intendono rappresentare si esprime anche attraverso l'evoluzione del ritratto..
Molto presto una sorta di preromanticismo verrà a controbilanciare l'esaltazione del cittadino devoto ai suoi compatrioti. Girodet incarna questa svolta, precedendo Gros e Prud'hon nell'esplorazione del fantastico, del dramma e del ripiegamento melanconico. Per arrivare al sorprendente Sogno di Ossian, uno dei capolavori di Ingres esposti in mostra.
Un altro fenomeno decisivo di questa stagione è lo slancio e il successo delle donne pittrici e in particolare di Elisabeth Vigée Le Brun (1755 - 1842), dal 1774 ritrattista ufficiale della regina Maria Antonietta. La sua carriera dovette presto affrontare le rivalità dell'ambiente, ma sarebbe stata inimmaginabile al di fuori della società degli anni 70 del Settecento, molto più aperta di quanto si creda.
La campagna d'Italia e Napoleone sono protagonisti delle sezioni successive, con alcuni famosi ritratti tra cui quelli di Appiani. All'altra capitale dell'Impero sono dedicate opere di Greuze, Canova, Gerard, Finelli, con alcuni disegni di Ingres. Una sala è riservata alla figura di Giovanni Battista Sommariva, a partire dal suo ritratto dipinto da Pierre Paul Prud'hon e dalla Maddalena penintente di Canova. Il percorso espositivo giunge così al solenne e magnifico ritratto di Napoleone in costume sacro, preceduto da una serie di disegni preparatori di Ingres.
Nella parte finale la mostra assume un carattere monografico ed è costituita in larga misura da opere di Ingres eccezionalmente provenienti dal Museo di Montauban, a partire da una serie di straordinari ritratti maschili, seguiti da un nucleo di disegni e poi di ritratti femminili, di Veneri e di Odalische, oltre ad un dipinto del 1818 che rappresenta la morte di Leonardo da Vinci, tanto più significativo nell'anno in cui si celebra il suo quinto centenario.
In un certo modo Ingres porta all'ultimo stadio di straniamento e di erotismo l'eredità di David e dei suoi migliori allievi (di cui fece parte lui stesso). La mostra intende dimostrare in che modo il suo preteso classicismo sia un'illusione, rivelando il colorista che è dietro il disegnatore e mostrando la sua pittura religiosa insieme alle scene "trobadoriche" in prossimità di odalische dai lunghi colli e dalle anche salienti.

Jean Auguste Dominique Ingres e la vita artistica al tempo di Napoleone
dal 12 marzo al 23 giugno 2019
Milano, Palazzo Reale - Primo Piano Nobile
Lunedì: 14.30 -19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30 - 19.30
giovedì e sabato: 9.30 - 22.30

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